Il mio approccio

I pilastri per un percorso autentico

L'ascolto e la relazione

Il punto di partenza di ogni percorso è l'ascolto attivo, empatico e partecipe. La relazione terapeutica è uno spazio protetto in cui sentirsi accolti senza alcun giudizio, dove le parole trovano il loro peso e il loro significato.

L'approccio cognitivo-comportamentale insegna che ognuno possiede in sé le risorse necessarie per avviare il cambiamento. Il mio ruolo è facilitare questo processo, camminando al tuo fianco per far emergere queste potenzialità.

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Sciogliere i nodi del pensiero

Siamo fatti di schemi di pensiero che generano le nostre emozioni e, di conseguenza, guidano il nostro comportamento. Quando questi schemi diventano disfunzionali, possono creare circoli viziosi di malessere e sofferenza nella nostra vita quotidiana.

Possiamo avere tutto all'esterno, ma se non riusciamo a sentirci sereni e soddisfatti, significa che qualcosa merita ascolto dentro di noi. Il percorso terapeutico serve a scoprire questi nodi nascosti e a scioglierli insieme, per vivere meglio.

Non serve affannarsi a voler cambiare chi ci circonda: il nostro benessere dipende dal cambiamento che facciamo su noi stessi, l'unico in grado di aiutarci a gestire tutto ciò che fuori rimane lo stesso.

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Il corpo come bussola

Il corpo non mente. Spesso le tensioni, i dolori o i sintomi fisici sono la via che le emozioni scelgono per farsi sentire quando non riusciamo a esprimerle a parole.

Cos'è la paura? È un'emozione, e come ogni emozione fa parte di noi: sono tutte collegate e interdipendenti. Se non provassimo tristezza non potremmo provare gioia; se non provassimo paura non conosceremmo mai il coraggio e quel meraviglioso senso di gratificazione che sentiamo quando superiamo un ostacolo e raggiungiamo un obiettivo.

Dobbiamo imparare ad accogliere e fare amicizia con le nostre emozioni, anche quelle considerate "negative": non possono farci male se siamo noi ad ascoltarle, comprenderle e gestirle.

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Il presente e l'accettazione

Il passato è lì dietro di noi: non va osannato perché rischia di intrappolarci impedendoci di evolvere, ma non va nemmeno dimenticato, poiché racconta chi siamo stati, nel bene e nel male. È un tempo che non torna, ma che ci insegna a vivere l'oggi.

Il presente è l'unico spazio in cui è possibile fare, provare, cambiare, amare. Questo è possibile solo se lasciamo la nostra mente libera, aperta, e ci accettiamo per ciò che eravamo ieri e per ciò che siamo oggi. Il futuro non ci è dato saperlo.

Le pratiche di mindfulness e consapevolezza che integro nel percorso aiutano a coltivare un'attenzione gentile al qui e ora — senza giudizio, senza fretta — per trovare un punto fermo da cui guardare la propria storia con occhi nuovi.

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